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BIOGRAFIA DI LEONARDO BISTOLFI |
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Leonardo BISTOLFI nasce il 15.03.1859 a Casale
Monferrato dal Giovanni Bistolfi, di professione scultore, e da
Angela Amisano. A seguito della morte prematura del padre, L.B.
vive con la madre, i nonni materni e lo zio Evasio, di professione
pittore. |
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A questa produzione giovanile appartiene anche un gruppo statuario di più vasto impegno, Gli Amanti (1983 - 1884) dove è evidente l'educazione scapigliata dello scultore (L'opera è esposta nella Gipsoteca L. Bistolfi - Museo Civico di Casale Monferrato). |
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Con il Busto di Fontanesi del 1883 per l'Accademia di Belle Arti
di Torino , L.B. avviava una fortunata attività di
ritrattista-commemorativo che avrebbe proseguito tutta la vita,
rispondendo alla propria vocazione e determinazione di farsi
interprete dei sentimenti corali e di assurgere al ruolo di cantore
delle memorie civili del paese. Sono numerosissimi i busti, le
medaglie e i ritratti di diversi personaggi illustri che egli
compì soprattutto fino al 1914 ( si ricordano: Lorenzo
Delleani, Urbano Rattizzi, Gustavo Modena, Vittorio Emanuele II,
Umberto I, Cesare Lombroso, Vittorio Bersezio, Edmondo De Amicis,
Emilio Treves; nel 1923 disegno una medaglia per Mussolini).
Nel 1888 aveva partecipato al primo di una serie di concorsi per
monumenti celebrativi o commemorativi, che lo videro per alcuni
anni soccombente: quello per il monumento milanese a Giuseppe
Garibaldi, vinto da Ximenes (il bozzetto di Bistolfi è
tradotto in bronzo e offerto al Comune grazie ad una sottoscrizione
organizzata da alcuni artisti milanesi); quello per il monumento
equestre al Principe Amedeo di Savoia, promosso dalla città
di Torino, che sarà vinto da Davide Calandra; nel 1895 ebbe
un riconoscimento ufficiale ma non la palma nel concorso per il
monumento alla famiglia Cairoli in Pavia. L'inizio degli anni
novanta è comunque un periodo carico di riconoscimenti:
viene nominato membro onorario dell'Accademia Albertina di Torino e
segretario del Circolo degli Artisti. Inizia a frequentare il
circolo dello psichiatra Cesare Lombroso , dove conosce la figlia
che diverrà il critico più attento dell'opera
bistolfiana.
Nel 1893 sposa a Torino Maria Gusberti.
Tra il '92 ed il '94, decora la XVI cappella del santuario di Crea,
proponendovi, in un contorno di affreschi da lui stesso eseguiti,
una serie di statue in gesso dipinte secondo la tradizione della
scultura popolare nel Sacri Monti.
Con La Sfinge per la tomba Panza di Cuneo (1892) Bistolfi
aveva iniziato la produzione di monumenti funerari - statue,
rilievi - ai quale avrebbe legato in particolare la sua fisionomia
artistica, che gli avrebbero procurato una notevole fama e
sarebbero in seguito stati oggetto di contrastanti giudizi critici.
I più noti e significativi furono compiuti sino al 1905
(tomba Grandis a Borgo S.Dalmazzo, tomba Vochieri
a Frascarolo Lomellina, tomba Durio a Madonna di Campagna
- poi trasferita al Cimitero generale di Torino - tomba Cairati
Vogt al Monumentale di Milano, tomba Heirschel-De
Minerbi a Belgirate presso Como, tomba Bauer e
tomba Orsini a Genova - Staglieno).
Nel 1902 aveva fondato con Calandra, Ceraioli, Reycend e Thovez il
periodico torinese "Larte decorativa moderna".
Presente alla Biennale di Venezia fin dalla prima edizione (1895) e
poi per altre cinque, nel 1905 vi ottenne una personale ed il
premio per la scultura. Sempre nello stesso anno la sua mancata
chiamata a coprire la cattedra di scultura all'Accademia Albertina
di Torino, resa vacante dalla morte del Tabacchi, suscitò
varie polemiche, essendo il Bistolfi ormai considerato il massimo
scultore italiano vivente. Nel 1907, nominato membro della
commissione per il Vittoriano di Roma, si dimise con Benedetto
Croce, Ludovico Pogliaghi e Corrado Ricci per protestare contro il
progetto di rappresentare nel fregio del monumento soggetti storici
e non allegorici. (per il Vittoriano egli preparava negli anni
immediatamente successivi, il gruppo marmoreo con Il
Sacrificio).
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Nel 1906 aveva intanto realizzato il monumento a Segantini e nel 1908 il Comune di Bologna gli affida, con la motivazione "per chiara fama", la realizzazione del monumento a Giosuè Carducci, che sarebbe stato eseguito soltanto nel dopoguerra e inaugurato nel 1928. |
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Sin dal 1912, Bistolfi aveva scelto come
residenza una villa a La Loggia, ove aveva costruito un grande
atelier per ricevere discepoli ed estimatori e continuare la sua
attività artistica. |
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Nella foto possiamo vedere Bistolfi nello studio di La Loggia (1925) accanto al modello del Monumento a Carducci. In primo piano il modello del Sacrificio per il Monumento a Vittorio Emanuele II di Roma. Sullo sfondo il modello dell'Armonia per il Teatro dell'Opera di Città del Messico. A sinistra il bozzetto per le cariatidi del Monumento ai Caduti di Casale Monferrato |
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Muore a La Loggia il 2.09.1933 e nello stesso anno la salma viene traslata nel cimitero di Casale Monferrato per desiderio delle autorità cittadine e sepolto nel famedio.
A La Loggia si possono ammirare alcune sue belle
realizzazioni:
- una Madonna in marmo bianco di Carrara eseguita in occasione
delle nozze del figlio Lorenzo e donata alla Chiesa parrocchiale di
La Loggia (1923), dapprima collocata nella Cappella del Pilone
Machino ed ora sistemata nel piazzare davanti alla Cappella Mater
Amabilis;
- una Madonna in terracotta (successivamente dipinta) che si trova
nell'asilo infantile di cui Bistolfi fu presidente del Consiglio di
Amministrazione per alcuni anni.
- Medaglione raffigurante un bambino posto sulla facciata
dell'edificio adibito ad asilo infantile;
- Bassorilievo del Cristo sulla tomba della famiglia Gariglio -
cimitero comunale;
- Lapide funeraria per Amisano Giuseppina.
Per poter pienamente conoscere l'attività
artistica di Leonardo Bistolfi, occorre fare riferimento al
Museo Civico della città di Casale
Monferrato, dove è presente la collezione più
importante dello scultore simbolista, (centosettanta opere, tra
cui moltissimi gessi); è stata recentemente aperta una
nuova sala tendente a valorizzare la "Gipsoteca Bistolfi".
Alcune opere sono attualmente esposte in vari paesi nel mondo:
al Museo d'Orsay di Parigi, sei sculture al Museo nazionale
d'Arte Occidentale di Tokyo, alla Civica Galleria d'Arte Moderna
di Torino, Museo Rivoltella di Trieste, la Galleria d'Arte
Moderna di Milano.
Fonti:
"Bistolfi" - Rossana Boscaglia - Editalia
(1981)
"Bistolfi 1859 - 1933. Il percorso di uno scultore simbolista" -
Ed. Piemme (1984) - catalogo mostra
"La Gipsoteca Leonardo Bistolfi - Le collezioni del Museo Civico di
Casale Monferrato" - a cura di Germana Mazza - (2001) - catalogo
mostra
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